Non esiste una cifra uguale per tutti.
Il patrimonio necessario a 40, 50 o 60 anni dipende dal reddito, dalle spese, dalla situazione familiare, dalla casa di proprietà, dagli eventuali debiti, dalla pensione futura e dagli obiettivi personali.
Per questo, più che chiedersi se si è "in linea" con una cifra standard, è utile capire se il proprio patrimonio sta crescendo nella direzione giusta rispetto agli obiettivi futuri.
A 40 anni: il momento in cui il tempo diventa un alleato
A 40 anni molte persone hanno già raggiunto una certa stabilità professionale e familiare.
Potrebbero avere:
una casa;
un mutuo;
figli;
una previdenza complementare;
alcuni risparmi;
investimenti accumulati negli anni.
Ma spesso il patrimonio è ancora distribuito in maniera poco strutturata.
Una parte significativa può essere semplicemente ferma sul conto corrente, mentre altre componenti del patrimonio vengono gestite separatamente.
È proprio in questa fase che può essere utile iniziare a guardare al patrimonio nel suo complesso.
La domanda da porsi non è "quanto devo avere?"
È:
"Sto costruendo abbastanza capitale per gli obiettivi che avrò tra 10, 20 o 30 anni?"
A 50 anni: bisogna iniziare a guardare più avanti
A 50 anni l'orizzonte temporale verso la pensione si riduce.
Questo non significa necessariamente dover adottare una strategia più prudente in modo automatico.
Significa piuttosto che diventa ancora più importante sapere a cosa servirà il capitale.
Ad esempio, potrebbe essere destinato a:
integrare la pensione;
aiutare i figli;
acquistare una seconda casa;
mantenere un determinato tenore di vita;
affrontare eventuali spese future;
lasciare un patrimonio alla famiglia.
In questa fase può diventare particolarmente importante coordinare investimenti, previdenza, immobili e liquidità.
A 60 anni: il patrimonio deve iniziare a parlare con il reddito futuro
Arrivati a 60 anni, per molte persone cambia la funzione del patrimonio.
Durante la fase lavorativa l'obiettivo può essere stato principalmente quello di accumulare.
Avvicinandosi alla pensione, diventa importante capire anche come utilizzare il patrimonio nel tempo.
La domanda può quindi cambiare:
"Quanto posso accumulare?"
diventa:
"Quanto capitale posso utilizzare mantenendo una situazione finanziaria sostenibile nel tempo?"
È un passaggio importante.
Il patrimonio non deve essere considerato soltanto come una cifra, ma come una risorsa che deve accompagnare diverse fasi della vita.
Non esiste un patrimonio "giusto" per ogni età
Le tabelle che indicano quanto dovrebbe avere una persona a 40, 50 o 60 anni possono essere interessanti come riferimento generale.
Ma non possono sostituire una vera pianificazione.
Immaginiamo due persone di 50 anni.
La prima:
possiede una casa senza mutuo;
ha una pensione futura significativa;
dispone di 150.000 euro di investimenti.
La seconda:
vive in affitto;
ha ancora un mutuo;
ha una pensione futura più contenuta;
dispone di 250.000 euro di risparmi.
Chi delle due ha una situazione patrimoniale migliore?
Non è possibile rispondere guardando soltanto al saldo del conto o al valore degli investimenti.
Il patrimonio deve essere letto insieme alle passività, al reddito futuro, agli immobili e agli obiettivi.
Il vero obiettivo: costruire un patrimonio equilibrato
Una buona pianificazione patrimoniale dovrebbe considerare almeno cinque elementi.
1. Liquidità
Quanta disponibilità serve per affrontare le esigenze ordinarie e gli imprevisti?
2. Investimenti
Quanto capitale può essere destinato al medio e lungo periodo?
3. Previdenza
Quale reddito potrebbe arrivare dalla pensione pubblica e dalla previdenza complementare?
4. Patrimonio immobiliare
Quanto pesa l'immobiliare sul patrimonio complessivo?
5. Protezione e successione
Cosa succederebbe al patrimonio in caso di imprevisti? E come verrà trasferito alla famiglia?
Guardare questi elementi separatamente può portare a una visione incompleta.
Quanto conta iniziare presto?
Uno degli elementi più importanti nella costruzione del patrimonio è il tempo.
Iniziare a mettere da parte e investire una parte delle proprie risorse con largo anticipo permette di distribuire lo sforzo di accumulo su un periodo più lungo.
Non significa necessariamente investire grandi somme.
Anche un piano di accumulo costante può contribuire alla costruzione progressiva di un capitale, se coerente con la propria situazione.
Il punto fondamentale è evitare che la pianificazione inizi soltanto quando l'obiettivo è ormai vicino.
Un esempio semplice
Immaginiamo una persona di 40 anni che riesca a destinare regolarmente una parte del proprio reddito alla costruzione del patrimonio.
Non è necessario stabilire oggi quale sarà esattamente il capitale disponibile a 60 anni.
È più utile definire:
obiettivo → orizzonte temporale → capacità di risparmio → strategia → monitoraggio.
Nel corso degli anni reddito, famiglia, mercato immobiliare, pensione e obiettivi possono cambiare.
Per questo una pianificazione patrimoniale non dovrebbe essere considerata un documento da preparare una volta e poi dimenticare.
Dovrebbe essere aggiornata nel tempo.
Il punto di vista del consulente
Quando si parla di patrimonio, la domanda che considero più interessante non è:
"Quanto hai?"
ma:
"Che cosa vuoi che il tuo patrimonio ti permetta di fare nei prossimi 10, 20 o 30 anni?"
Una somma importante sul conto può essere un ottimo punto di partenza, ma da sola non racconta la situazione finanziaria di una persona.
Il lavoro di pianificazione consiste nel collegare patrimonio, reddito, previdenza, obiettivi e futuro familiare.
Il patrimonio non dovrebbe essere soltanto accumulato: dovrebbe avere una funzione.
Gli errori più frequenti
Guardare solo il conto corrente
Il patrimonio comprende molto più della liquidità disponibile.
Rimandare la previdenza
Più ci si avvicina alla pensione, meno tempo rimane per correggere eventuali squilibri.
Considerare soltanto gli investimenti finanziari
Casa, mutui, previdenza e altre attività fanno parte dello stesso patrimonio.
Pensare che basti risparmiare
Risparmiare è importante, ma bisogna anche stabilire come utilizzare e organizzare il capitale accumulato.
Non aggiornare mai la propria strategia
Matrimonio, figli, acquisto o vendita di immobili, cambio di lavoro e avvicinamento alla pensione possono modificare significativamente gli obiettivi.
E a Pinerolo?
Anche per una famiglia del Pinerolese, la pianificazione patrimoniale non dovrebbe limitarsi alla scelta di singoli investimenti.
Il punto di partenza è costruire una fotografia complessiva della situazione e capire quali obiettivi devono essere finanziati nel tempo.
Casa, investimenti, previdenza, liquidità e passaggio generazionale possono essere considerati all'interno dello stesso progetto.
Per approfondire:
Consulente finanziario a Pinerolo
https://alessandrochessa.it/consulente-finanziario-pinerolo
FAQ
Quanto dovrei avere risparmiato a 40 anni?
Non esiste una cifra universale. Il dato va rapportato a reddito, spese, patrimonio immobiliare, debiti, previdenza e obiettivi futuri.
A 50 anni è troppo tardi per iniziare a investire?
No. È però importante definire con maggiore precisione obiettivi, orizzonte temporale e necessità di liquidità.
A 60 anni dovrei avere tutto il patrimonio liquido?
Non necessariamente. Anche dopo il pensionamento possono esistere obiettivi di lungo periodo e necessità di crescita del capitale. La composizione dipende dalla situazione individuale.
È meglio accumulare liquidità o investire?
Dipende dalla funzione del capitale. La liquidità è importante per le esigenze di breve periodo; il capitale destinato a obiettivi più lontani può essere valutato all'interno di una strategia di investimento.
Conclusione
Non esiste un numero magico che stabilisca quanto dovrebbe avere una persona a 40, 50 o 60 anni.
Esiste però una domanda molto più utile:
il patrimonio che sto costruendo oggi sarà sufficiente per gli obiettivi che avrò domani?
Rispondere a questa domanda con anticipo permette di individuare eventuali squilibri e, soprattutto, di avere più tempo per intervenire.
La pianificazione finanziaria serve proprio a questo: trasformare il risparmio di oggi in un progetto per il futuro.

