Pianificazione

Quanta liquidità tenere sul conto? Come costruire un fondo di emergenza

Alessandro Chessa19 ottobre 20268 min di lettura
Quanta liquidità tenere sul conto? Come costruire un fondo di emergenza

Che cos’è un fondo di emergenza e perché è importante

Il fondo di emergenza è una somma di denaro accantonata per affrontare spese impreviste o periodi in cui le entrate potrebbero diminuire.

Non è un investimento pensato per ottenere un rendimento elevato. La sua funzione principale è offrire una riserva disponibile quando serve.

Può essere utile, per esempio, in caso di:

  • Spese mediche o familiari impreviste.

  • Riparazioni urgenti dell’auto o della casa.

  • Perdita del lavoro o riduzione temporanea del reddito.

  • Ritardi nei pagamenti per un libero professionista o un imprenditore.

  • Spese straordinarie che non possono essere rimandate.

Avere una riserva adeguata permette anche di evitare di disinvestire nel momento sbagliato, magari quando i mercati finanziari stanno attraversando una fase negativa.

In altre parole, il fondo di emergenza non serve soltanto ad affrontare gli imprevisti: aiuta anche a gestire con maggiore tranquillità il resto del patrimonio.

Quanti soldi bisogna tenere sul conto corrente?

Una regola pratica spesso utilizzata consiste nell'accantonare una somma pari a tre-sei mesi di spese essenziali.

È un punto di partenza, non una regola valida per tutti.

Chi ha uno stipendio stabile, poche spese fisse e due redditi in famiglia potrebbe aver bisogno di una riserva più contenuta. Un lavoratore autonomo, un imprenditore o una persona con un solo reddito familiare potrebbe invece preferire una protezione più ampia.

Per calcolare la cifra corretta, è importante considerare le spese realmente necessarie: mutuo o affitto, bollette, alimentari, trasporti, assicurazioni, rate e altre uscite difficilmente comprimibili.

Un esempio concreto

Immaginiamo una famiglia che sostenga spese essenziali per 2.000 euro al mese.

Con una riserva pari a tre mesi di spese, il fondo di emergenza sarebbe di 6.000 euro.

Con una riserva pari a sei mesi, salirebbe a 12.000 euro.

Se uno dei componenti della famiglia svolge un'attività autonoma o il reddito è particolarmente variabile, potrebbe essere opportuno valutare una cifra superiore.

L'obiettivo non è accumulare liquidità senza limiti, ma individuare un importo coerente con la propria situazione e mantenerlo facilmente accessibile.

Liquidità sul conto: quando è troppa?

Il problema non è avere liquidità. Il problema è non sapere quanta ne serva davvero e quale funzione debba svolgere.

Una volta costituito il fondo di emergenza, può capitare di lasciare sul conto somme molto superiori alle necessità immediate, semplicemente perché non si è ancora deciso cosa farne.

Questa scelta può sembrare prudente, ma presenta alcuni limiti.

Il rischio di perdere potere d'acquisto

Quando i prezzi aumentano, la stessa somma di denaro consente di acquistare meno beni e servizi.

Se il denaro rimane fermo e il suo rendimento netto è inferiore all'inflazione, il potere d'acquisto diminuisce nel tempo.

Per esempio, con un'inflazione ipotetica del 2% annuo, 20.000 euro lasciati senza rendimento perderebbero circa il 18% del potere d'acquisto in dieci anni.

È un esempio matematico, non una previsione sull'inflazione futura.

Il costo delle opportunità mancate

La liquidità eccedente potrebbe essere destinata, in funzione degli obiettivi e del rischio accettabile, a strumenti di risparmio o investimento più coerenti con le esigenze della persona.

Questo non significa che investire sia sempre preferibile a tenere denaro disponibile. Significa, piuttosto, che ogni somma dovrebbe avere uno scopo preciso.

Il denaro che potrebbe servire domani non dovrebbe essere gestito come quello destinato a un progetto tra dieci o quindici anni.

Come organizzare correttamente il proprio patrimonio

Un metodo efficace consiste nel suddividere il patrimonio in base alla funzione che dovrà svolgere.

1. Liquidità per le spese quotidiane

È il denaro necessario per gestire il mese: stipendio, bollette, spese familiari e pagamenti ricorrenti.

Deve essere facilmente disponibile, senza dover effettuare operazioni di disinvestimento.

2. Fondo di emergenza

È la riserva destinata agli imprevisti.

La sua priorità è la disponibilità, insieme a un livello di sicurezza coerente con lo strumento utilizzato. Non dovrebbe essere esposto a oscillazioni di mercato incompatibili con la necessità di poter utilizzare il denaro rapidamente.

3. Risparmi per obiettivi a breve termine

Questa categoria comprende le somme destinate a progetti già programmati: l'acquisto di un'auto, una ristrutturazione, un viaggio importante o altre spese previste nei prossimi anni.

La scelta degli strumenti deve considerare quando serviranno i soldi e quale eventuale perdita si sarebbe in grado di sopportare.

4. Patrimonio destinato al lungo periodo

Solo dopo aver considerato le esigenze di liquidità e gli impegni futuri si può valutare come organizzare il capitale destinato a obiettivi di lungo periodo.

In questo caso entrano in gioco elementi come orizzonte temporale, diversificazione, costi, fiscalità e capacità di tollerare le oscillazioni dei mercati.

La pianificazione finanziaria serve proprio a mettere in relazione queste diverse esigenze, evitando di prendere decisioni isolate.

Dove tenere il fondo di emergenza?

Il conto corrente è una soluzione possibile per la liquidità necessaria alle spese quotidiane e agli imprevisti più immediati. Tuttavia, non è detto che tutto il fondo debba necessariamente rimanere sullo stesso conto.

In base alle condizioni disponibili e alle proprie esigenze, si possono valutare anche conti deposito o altri strumenti prudenti, tenendo conto delle rispettive caratteristiche.

Prima di scegliere, è opportuno verificare:

  • Quanto velocemente è possibile accedere al denaro.

  • Se esistono vincoli temporali o penali per il prelievo anticipato.

  • Quali costi e imposte si applicano.

  • Quali garanzie sono previste per lo strumento scelto.

  • Quali rischi si assumono e se sono compatibili con la funzione di riserva.

Per i depositi bancari idonei, la garanzia dei sistemi di tutela dei depositanti opera generalmente fino a 100.000 euro per depositante e per banca, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. È importante verificare che il deposito rientri effettivamente nell'ambito della garanzia.

La scelta non dovrebbe essere guidata soltanto dal tasso offerto: un rendimento più elevato può comportare vincoli o caratteristiche meno adatte a una riserva di emergenza.

Gli errori da evitare quando si gestisce la liquidità

Ci sono alcuni comportamenti che possono compromettere l'equilibrio tra sicurezza e crescita patrimoniale.

Investire tutti i risparmi senza conservare una riserva. Un imprevisto potrebbe costringere a vendere gli investimenti in un momento sfavorevole.

Tenere tutto sul conto per paura dei mercati. La prudenza è importante, ma lasciare ogni decisione in sospeso può comportare una perdita di potere d'acquisto e il mancato raggiungimento di obiettivi futuri.

Confondere il fondo di emergenza con i soldi destinati a un progetto. Una spesa già prevista non è necessariamente un imprevisto: dovrebbe essere pianificata separatamente.

Scegliere uno strumento soltanto in base al rendimento. Disponibilità, rischio, costi e durata sono altrettanto importanti.

Non aggiornare la propria riserva. Le esigenze cambiano quando si acquista casa, nasce un figlio, si cambia lavoro o si avvia un'attività. Anche il fondo di emergenza dovrebbe essere rivisto periodicamente.

Il punto di vista del consulente: dare uno scopo a ogni euro

Nella gestione del patrimonio, la prima domanda non dovrebbe essere soltanto «quanto posso guadagnare?», ma anche «a cosa mi serviranno questi soldi e quando potrei averne bisogno?».

Una riserva adeguata permette di affrontare gli imprevisti. Una corretta pianificazione aiuta invece a capire come gestire la parte restante del patrimonio, in funzione delle priorità personali e familiari.

Per chi vive a Pinerolo e nel Pinerolese, come per qualsiasi altro risparmiatore, il percorso può partire da un'analisi semplice: entrate, uscite, risparmi disponibili, impegni futuri e obiettivi.

Da qui diventa possibile distinguere la liquidità necessaria da quella che potrebbe essere destinata ad altri progetti, senza assumere rischi non coerenti con le proprie esigenze.

Non esiste una cifra perfetta valida per tutti. Esiste un equilibrio da costruire sulla base della propria situazione.

Conclusioni: quanto denaro lasciare sul conto?

Il fondo di emergenza rappresenta una componente fondamentale di una gestione finanziaria equilibrata. Come riferimento iniziale, tre-sei mesi di spese essenziali possono aiutare a stimare la riserva necessaria, da adattare poi alla stabilità del reddito e alle responsabilità familiari.

Una volta definita questa cifra, è utile chiedersi quale funzione debba svolgere la liquidità restante e se sia coerente lasciarla interamente sul conto corrente.

La soluzione non è investire tutto né conservare tutto in liquidità. È costruire una strategia che tenga insieme sicurezza, disponibilità e obiettivi di lungo periodo.

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Puoi approfondire il tema con un percorso di pianificazione finanziaria costruito sulle tue esigenze e sui tuoi obiettivi.

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Domande frequenti sulla liquidità e sul fondo di emergenza

Quanti mesi di stipendio dovrei tenere da parte?

È più utile ragionare sulle spese essenziali che sullo stipendio. Una riserva di tre-sei mesi di spese è un riferimento iniziale, da aumentare o ridurre in base alla stabilità delle entrate e agli impegni familiari.

È sbagliato tenere molti soldi sul conto corrente?

Non necessariamente. La liquidità è importante per affrontare spese e imprevisti. Se però supera ampiamente le esigenze previste, può essere utile valutare se destinare una parte del capitale ad altri obiettivi, considerando rischi, tempi e costi.

Il fondo di emergenza dovrebbe essere investito in azioni?

In genere, il denaro destinato agli imprevisti immediati non dovrebbe essere esposto a oscillazioni significative. Il suo scopo è la disponibilità, non la massimizzazione del rendimento.

Meglio un conto corrente o un conto deposito?

Dipende dalla velocità con cui potrebbe servire il denaro, dalle condizioni contrattuali, dai costi, dalla remunerazione e dalle garanzie applicabili. Una riserva immediata e una quota destinata a esigenze meno urgenti possono richiedere soluzioni differenti.

Quando dovrei rivedere il fondo di emergenza?

È utile verificarlo almeno una volta all'anno e ogni volta che cambia in modo significativo la situazione lavorativa, familiare o abitativa.

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Disclaimer informativo. I contenuti di questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, né sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione all'investimento. Ogni decisione di investimento comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale, e i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di assumere qualsiasi decisione è consigliabile rivolgersi a un consulente finanziario abilitato che valuti la tua specifica situazione.

Alessandro Chessa

Alessandro Chessa

Consulente Finanziario a Pinerolo

Dal 2012 aiuto famiglie, imprenditori e professionisti a pianificare e proteggere il proprio patrimonio con soluzioni personalizzate.

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